Milton Erickson, padre dell’ipnoterapia moderna, scoprì le basi del linguaggio non verbale durante un lungo periodo di malattia in cui costretto a letto non poteva fare altro che osservare le interazioni delle sorelle nella sua stanza.

 

Egli afferma che l’inconscio sia in realtà un incredibile bacino di risorse.

Appena uscita dall’università con in mente il perenne conflitto fra Es e Super Io e Io di Freud non sono riuscita ad accogliere totalmente questo pensiero, sebbene fosse uno dei moti della mia scuola di specializzazione, appunto neo Ericksoniana. Così per molto tempo ho messo da parte le tecniche ipnotiche per dedicarmi alla parte dialettica e psicodinamica della terapia. A metà del mio percorso lavorativo però mi sono resa conto che in alcuni casi l’alleanza col paziente purtroppo non basta a garantire un cambiamento. Deve avvenire qualcosa che non solo coinvolga la psiche, il corpo, ma il cervello.

Se sollecitate queste parti reagiscono sorprendentemente in un moto autoriparatorio dell’autostima.

Certo queste tecniche non sono adatte a tutti, e ci sono persone che preferiscono l’approccio classico in seduta e possono ottenere comunque validi risultati. Ma nella maggioranza dei casi  queste tecniche sono ben accettate e funzionano da acceleratore di consapevolezza e riprocessamento delle esperienze passate e attuali.

Quindi assolutamente Si, l’inconscio è pieno di risorse.

 

4 strumenti fondamentali per utilizzare le risorse dell’inconscio:

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