La ferita del bullismo e la sua cura.

Dovendo pensare a quale fattore traumatico in adolescenza determini il sintomo più persistente in terapia io penso al bullismo.
Penso a questo fenomeno così citato fra le testate giornalistiche, per prima cosa per la costellazione di sintomi psicologici che si porta dietro: depressione, autolesionismo, disturbi alimentari, dismorfofobia spesso associata alla parte del corpo bersaglio del bullo, abuso di sostanze (per sedare la disregolazione emotiva), esplosioni emotive, tentativi di suicidio.https://it.wikipedia.org/wiki/Bullismo

Come si presenta la ferita del bullismo in psicoterapia

Questi sintomi spesso si presentano allacciati gli uni con gli altri suscitando grande preoccupazione di parte dei genitori. Genitori e adolescentiQuando ti trovi ad avere a che fare con la complicata matassa emotiva con cui i ragazzi ti portano la loro storia, ti rendi conto quanto sia difficile districarla e speri con tutto te stesso di riuscire a dare loro anche un briciolo di serenità all’interno di quella seduta. Il lavoro psicologico è lento ma non per questo interminabile, e quasi sicuramente ne rimarrà una cicatrice emotiva. Sarà per il fatto che non parliamo di un solo trauma ma ben si di un trauma ripetuto nel tempo che come una goccia cinese ha scavato nella personalità di chi è vittima del bullismo.

Come impatta sul corpo e sulla mente dell’adolescente la ferita del bullismo

Spesso accade che l’oggetto di derisione sia il corpo. In questo caso i genitori possono assistere inermi a radicali trasformazioni da parte del figlio, con perdite di peso pericolose che creano uno spartiacque fra L’adolescente sfigato e vergognoso e quello nuovo, più figo, che però non sente più niente. Hikikomori: adolescenti in ritiro sociale.Questa nuova versione impeccabile rifiuta la vecchia e con essa tutte le sue emozioni. In terapia quando mi occupo di bullismo mi capita spesso che si parli del passato con grande critica o addirittura ci si rifiuti di parlarne. Questa nuova immagine deve essere conforme a ciò che Instagram detta.

Che cosa può fare un genitore per arginare e prevenire questo rischio

Per prima cosa bisogna ascoltare e osservare.

Ascoltiamoli

È vero che gli adolescenti di default hanno momenti di mutacismo, anche prolungati, ma di tanto in tanto parlano anche loro. Ed è proprio in quegli attimi che si può intervenire in maniera strategica.

Il “come va?” Chiaramente non funziona, perché per rispondere a questa domanda basta solo una parola da cui l’adolescente si svincola rapidamente. Per tanto dobbiamo allenarci a trovare domande per cui non bastino un paio di sillabe per risposta. Personalmente ad esempio apprezzo molto la formula usata in “wonder” dai genitori durante i momenti di convivialità: “come è stata la tua giornata?”.
“La tua” sottolinea il fatto che ogni giornata ha la stessa importanza per tutti i membri della famiglia ed è fatta della stessa pasta della giornata dei genitori.
Formulare domande in un ottica di non giudizio aiuta a mettere in primo piano il punto di vista del proprio figlio: ad esempio, “ come pensi Sia andata? Avrebbe potuto andare meglio? Che cosa l’ha disturbata secondo te?”. Ricordiamoci che ogni scelta da parte dell’adolescente è una parte dell’adolescente stesso, e se critichiamo i suoi amici o i suoi progetti, per quanto possano essere bizzarri, stiamo criticando lui.

Osserviamoli

Per quanto riguarda l’osservazione deve essere rivolta a qualsiasi variazione di comportamento. Dorme? Mangia? Si lava? Questi sono importanti indicatori per quanto riguarda il disturbo dell’umore. Ricordiamoci che se il risultato della nostra osservazione è che c’è qualcosa che non va, vuol dire che è successo qualcosa.
E allora è importante comunicarlo, dirlo che siamo preoccupati. Dare disponibilità al dialogo e chiedere al l’adolescente quale condizione lo aiuterebbe. Perché ognuno ha i suoi tempi, ma anche i suoi spazi, come ad esempio quello psicologico, spesso richiesto dall’adolescente stesso.

23 Lug 2019
Abuso sessuale infantile in età adulta o in adolescenza

Nella sessione precedente ho parlato di come l’essere umano può reagire al trauma, cioè ad un evento improvviso in cui la persona ha sviluppato un forte senso di impotenza e di minaccia la propria integrità, fisica e/o psicologica. Dai sintomi del disturbo post traumatico da stress emerge il blocco dell’elaborazione dell’evento che porta ad una disconnessione fra reazioni fisiche, emozioni e pensieri. La mancata integrazione causa improvvise associazioni fra tutto ciò che può ricordare il trauma e queste tre parti. Come se l’organismo, non avendo potuto integrare una scena del trauma, continuasse in maniera meccanica e sconnessa a metterla in scena. Faccio questa premessa per introdurre la condizione purtroppo non così rara dell’abuso sessuale infantile mai elaborato. L’abuso sessuale come nel DPPS va a incidere sulla qualità della vita con sintomi molto simili. Ma a differenza di quest’ultimo è il corpo ad essere al centro della battaglia per la sopravvivenza. Come dice Stupiggia nel suo prezioso libro “Il corpo violato” ed La Meridiana 2015, in esso “il ricordo viene ‘incistato’ in una sorta di cosiddetta ‘memoria corporea’ e riemerge in maniera anarchica”.

La richiesta di aiuto in terapia nell’abuso sessuale.

La persona adulta che arriva in terapia può riportare pensieri spiacevoli, incubi, flash back, insonnia e ipervigilanza. Spesso si manifesta una strana reattività sessuale in presenza di determinati stimoli (che riportano al trauma) o, al contrario può manifestarsi un evitamento delle pratiche sessuali. In colloquio uno dei problemi dominanti è l’incapacità di integrare il sesso con le relazione affettive. Questa problematica può causare enorme disagio e portare a sua volta a un danno nelle relazioni amorose così come nello sviluppo della vita sessuale.

L’abuso sessuale infantile e le sue dinamiche.

 

Per abuso infantile intendo il coinvolgimento in attività sessuali in una vittima che per età non è consapevole delle proprie azioni e non è in grado di scegliere poiché sottoposta a costrizione fisica e/o psicologica. Spesso l’abusohttps://it.wikipedia.org/wiki/Abuso_minorile viene consumato dentro le pareti domestiche, a causa di un parente adulto di primo o secondo grado.

In altri casi può essere un punto di riferimento adulto esterno, come un insegnante o un allenatore. Nel primo caso il segreto viene perpetuato a danno della vittima per anni a causa della manipolazione che l’ “abuser” esercita tramite minacce di abbandono più o meno velate. Nel secondo caso invece può capitare con più facilità che la verità venga rivelata dal figlio e questo comporta comunque una prima elaborazione, anche se spesso “violenta”. Per le vittime dover parlare dell’abuso è infernale proprio perché non è elaborato. Proviamo a immaginare una comunicazione di questo tipo in un clima concitato come può essere quello all’interno di una famiglia scioccata dalla notizia.

Indicatori di riuscita in psicoterapia per elaborare l’abuso sessuale.

Non sempre l’abuso sessuale è dichiarato all’inizio in psicoterapia, proprio perché vissuto come parte estranea al proprio Sè, che però è incistata dentro di sé.

L’elaborazione di un abuso sessuale dipende dalle risposte alle seguenti domande:

  • A quanti anni è avvenuto l’abuso;
  • Quanto è stretta la relazione fra vittima e abuser;
  • Quali dinamiche familiari sono intercorse durante l’abuso;
  • Per quanto tempo si è protratto;
  • Che relazione ha avuto il paziente con il suo Care-giver (in genere la madre).

Queste domande purtroppo non possono essere poste immediatamente a meno che non si abbia una certezza ferrea che la persona che si ha di fronte sia pronta a rispondere, altrimenti sarà come sferrare un pugno nello stomaco.

Spesso la persona che diventa adulta in seguito a un evento di tale portata si è fatta forza con se stessa, ed è riuscita a costruirsi una vita ai limiti del possibile e del tollerabile. Ciò nonostante in terapia è necessario tenere da conto di quanto le parole, se non concordate assieme al paziente, possano “bruciare” il rapporto terapeutico.

Principi di trattamento con chi è stato abusato sessualmente.

Il mio intervento non solo deve consentire un luogo sicuro dove poter mett